B. Da un punto di vista di evoluzione del medium Internet si tende il suo sviluppo al motore sociale (si veda la teoria di Bruno Latour network agente - distaccandosi in modo radicale da qualsiasi tendenza essenzialista della natura e della società, afferma che ogni idea scientifica, artefatto tecnico o più banalmente ogni fatto sociale, risulta prodotto di un'intricata rete di relazioni in cui interagiscono attori sociali umani e non-umani) che lo alimenta. Che ne pensi di questa interpretazione?
N.Z. Questo riferimento mi riporta a un numero di Equilibri dal titolo “Tecno Generazione”. Il tema era come le tecnologie, quasi a prescindere da se stesse e in virtù di forme sempre più ridondanti e auto-generative, tendono a creare nuovi modelli di tecnologie. Queste ultime, una volta generate, necessitano in qualche misura di essere rincorse e formalizzate. In fondo la storia del sistema operativo Linux, rivoluzionaria nella storia di Internet, insegna come un modello autonomo e indipendente abbia generato e portato con sé una straordinaria quantità di sviluppi e di conseguenza anche di nuovo business per società fortemente strutturate come Reply. Un altro esempio, il più recente in questo senso, è l’Iphone. Si tratta di un prodotto che come tutti gli oggetti Apple risponde a una serie di canoni estetici estremamente rigorosi ma che in più fa leva su alcune migliaia di sviluppatori che lavorano sull’intelligenza che risiede nell’oggetto fisico. Apple riproduce un modello che l’ha contraddistinta nel tempo: trattandosi di una comunità chiusa è riuscita a valorizzare ciò che poteva essere un suo punto di debolezza trasformandolo in un radicato senso di appartenenza e desiderio di partecipazione allo sviluppo evolutivo del prodotto.
B. Potremmo dire quindi che la Rete intesa sì come Internet ma anche nell’accezione più sociale di comunità di interessi può agire rispetto alle pratiche di Responsabilità Sociale in qualità di abilitatore di iniziative già consolidate?
N.Z. Vale quanto abbiamo detto poco fa sul tema della capacità di auto-generazione. Certo, il networking tecnologico rende oggi semplici pratiche come quelle del car-sharing (in ambito aziendale come su scala pubblica), rimane il fatto che queste tipo di iniziative erano già attuali dieci anni fa e si scontravano più con una resistenza culturale che non di relazione o possibilità d’esercizio. Ciò che in effetti il web ha introdotto come novità radicale e propria è una originale interpretazione del rapporto che abbiamo con le due dimensioni essenziali dello spazio e del tempo. Queste due categorie coniugate con il web diventano una cosa differente rispetto a come siamo stati abituati a considerarle. E allora in questa prospettiva possiamo assumere che la Rete si può proporre come agente abilitatore per l’esercizio di progetti di Responsabilità Sociale.
24.02.2009
Tecnologia, Rete e know how.20.02.2009
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